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IL PRIMO DAVID NON SI SCORDA MAI

Il cortometraggio “A casa mia” di Mario Piredda vince il David di Donatello come Miglior Film di Cortometraggio 2017: ad assegnarlo la giuria dell’Accademia del Cinema Italiano, per “il severo rigore nelle scelte di regia e sceneggiatura. Una storia non banale che racconta della ricerca di felicità e di un sentimento di speranza destinato ad alimentarsi nel tempo, nonostante le circostanze avverse. Quasi una metafora delle ambizioni del miglior cinema italiano”. [ANVEDI!, n.d.r.]

Il giovane regista, di origine sarda e bolognese d’adozione, firma un’opera di rara delicatezza, realizzata da una compagine produttiva interamente di Bologna: Articolture, in coproduzione con Combo e in collaborazione con Manufactory Productions, anche grazie al sostegno alla produzione del Ministero dei Beni e Attività Culturali e Turismo-Direzione Cinema e della Regione Sardegna, con il supporto di Sardinia Ferries. Il cortometraggio sarà distribuito da Elenfant Distribution.

In onore alla propria terra, Piredda ha girato “A Casa mia” interamente in Sardegna e in lingua sarda, dirigendo in modo magistrale due volti che incarnano la ruvidezza e la profondità dell’Isola e dei temi trattati, Giusi Merli (già ne “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino) e Giulio Pau. Lo spopolamento e la perdita di autenticità del territorio sardo e delle sue tradizioni, la solitudine degli anziani e il disagio delle nuove generazioni si traspongono in un paesaggio invernale struggente – molto distante dalle immagini e dai contenuti patinati dei tabloid estivi e dei dépliant turistici.

Sono felicissimo di questo premio” commenta Piredda a caldo “perché arriva per un lavoro a cui tengo molto, che racconta della mia terra e della mia famiglia”. Altrettanto entusiasta il produttore, Ivan Olgiati: “Questo premio ci riempie di orgoglio, sia perché stimiamo profondamente Mario come regista e come persona – Articolture sta infatti sviluppando anche l’esordio al lungometraggio di Piredda – sia perché questo riconoscimento accredita una volta di più la via bolognese alla produzione cinematografica”.

 

[certo, Cattelan poteva anche farci salire sul palco durante le premiazioni, ma come prima volta va bene così, molto bene così. n.d.r.]