
Mostra organizzata dal Comune di Dozza e dalla Fondazione Dozza Città d’Arte, in collaborazione con l’Enoteca Regionale Emilia Romagna e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.
L’esposizione propone un curioso repertorio di strumenti meccanici e automatici, da un antico organo a cilindro di inizio ‘800 alle prime “macchine parlanti” dei primi decenni del ‘900. L’approccio multimediale dell’allestimento – ideato e curato da Articolture –, consente di apprezzare il suono e l’ingegnosità meccanica degli strumenti, attraverso stanze sonorizzate, installazioni video e sistemi interattivi.
Nel percorso, una vasta serie di piani a cilindro e melodici, azionati da complessi meccanismi, all’epoca largamente sviluppati e diffusi. Ad essi il compito di allietare i momenti di svago, dall’accompagnamento nelle giostre manuali delle fiere e delle feste, agli intervalli nei cinematografi, alle sale da ballo. E ancora nei ristoranti, nelle osterie e soprattutto lungo le strade e nelle piazze, dove suonatori ambulanti portavano la viola sui loro carretti.
Accanto a questi grandi strumenti, oggetti di minor dimensioni, legati a situazioni più intime e familiari, come le cassette musicali, i libri fotografici con movimenti musicali, gli automi musicali e i grammofoni a manovella. Con l’arrivo della radiola 1928, si apre nel volgere di pochi anni una nuova generazione di apparecchi di riproduzione sonora che arriva fino ai nostri giorni. Il progetto grafico dell’esposizione è realizzato da Emmaboshi studio.
All’interno del percorso espositivo è visibile un documentario sugli strumenti musicali meccanici e automatici, prodotti dall’inizio dell’800 fino ai primi decenni del ‘900, con interviste a appassionati, collezionisti e restauratori.




